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Come si struttura una giornata tipo durante un raduno calcistico? Il racconto di chi ci è stato

📅 22 Agosto 2026✍️ di Letizia Peveri⏱️ 5 min di lettura

Chi partecipa a un raduno calcistico giovanile scopre una routine precisa, costruita per misurare, insegnare e proteggere. L’esperienza, osservata sul campo dall’autrice come educatrice e organizzatrice post-scuola, segue una sequenza che bilancia carico fisico, cura educativa e sicurezza.

La cornice organizzativa e le regole di base

La giornata inizia con l’accreditamento: consegna dei documenti di identità, certificazione medico-sportiva adeguata all’età e contatti dei tutori. Le strutture vengono verificate: campi omologati, spogliatoi separati per fasce d’età e presenza di defibrillatore semiautomatico (DAE) con personale formato al suo uso.

Il raduno opera dentro cornici tecniche e di tutela emanate da istituzioni riconosciute come FIGC e CONI. La tracciabilità delle attività include registro presenze, briefing di sicurezza e informativa sul trattamento dei dati (video, GPS, test). Per i minori, ogni raccolta di misure è autorizzata con consenso informato dei genitori e indicazione delle finalità.

Lo staff minimo comprende: responsabile tecnico, allenatori qualificati UEFA C o D per i più giovani, allenatore dei portieri, medico o infermiere di riferimento, fisioterapista, preparatore atletico con competenze in età evolutiva, tutor educativo. Ruoli chiari evitano sovrapposizioni e garantiscono tempi certi di intervento.

Mattina: valutazioni oggettive e tecnica di base

Dopo colazione leggera e idratazione (300–500 ml d’acqua), si esegue il check di benessere: qualità del sonno, eventuali dolori, percezione della fatica. Si adopera spesso una scala RPE, Rating of Perceived Exertion, che va da 0 a 10 e consente di stimare il carico interno.

Seguono misurazioni semplici, compatibili con l’età: altezza, peso, eventuale salto contro-movimento (CMJ) per stimare lo stato neuromuscolare, sprint brevi 10–20 metri con tempi elettronici, mobilità dell’anca e della caviglia con test standard. Nessuna prova è fine a sé stessa: i valori servono a personalizzare l’intensità e a prevenire sovraccarichi.

Il riscaldamento applica spesso il protocollo RAMP (Raise, Activate, Mobilize, Potentiate): aumento graduale della temperatura corporea, attivazione dei principali gruppi muscolari, mobilità articolare controllata e un paio di accelerazioni per potenziare il sistema neuromuscolare. Durata tipica 15–20 minuti, con frequenza cardiaca al 60–70% della massima.

La seduta tecnica mattutina privilegia fondamentali ad alta ripetizione e bassa interferenza. Conduzione palla con vincoli (interno/esterno piede), passing sotto pressione controllata, prese di contatto orientato e tiri in porta con traiettoria variabile. L’uso di microdispositivi GPS/IMU, sensori che rilevano posizione, accelerazioni e cambi di direzione, permette di quantificare distanza ad alta intensità e numero di accelerazioni oltre determinati g-soglia.

Per i portieri il lavoro è specifico: tecnica di presa, spinta su palla alta, uscite a corta distanza e gestione dell’angolo. Il volume resta contenuto (sessioni 20–30 minuti per blocco) per preservare la qualità del gesto e l’integrità delle strutture tendinee.

La mattina si chiude con una breve partita a tema, in campi ridotti, per trasferire la tecnica in contesto decisionale e misurare la risposta tattica. In questa fase l’RPE target è medio, 4–5/10, con recuperi programmati e idratazione a piccoli sorsi ogni 12–15 minuti.

Pomeriggio: tattica applicata, small-sided games e gestione del carico

Dopo pranzo a basso indice glicemico e riposo guidato (30–40 minuti), il pomeriggio verte su principi di gioco: ampiezza, occupazione razionale degli spazi, pressing coordinato. Le small-sided games (SSG), partite a campo ridotto 3v3, 4v4, 5v5, aumentano la densità di tocchi e decisioni. La riduzione dello spazio impone tempi di scelta più rapidi e consente allo staff di osservare comportamenti ricorrenti.

La gestione del carico esterno si fonda su tre variabili: durata, intensità, densità (rapporto lavoro/recupero). Un blocco tipico prevede 4 serie da 4 minuti con 2 minuti di recupero, intensità percepita 5–6/10. I giocatori vengono ruotati per mantenere livelli omogenei e ridurre il rischio di affaticamento asimmetrico.

La comunicazione correttiva è puntuale: una consegna alla volta, feedback immediato sul principio (ad esempio corpo orientato per l’uscita sul lato forte) e rinforzo con dimostrazione breve. Il video on-field, girato con tablet a bordo campo, consente una revisione istantanea senza interrompere eccessivamente il flusso della seduta.

L’educazione alimentare accompagna la pratica: merenda di recupero con 20–30 g di proteine e 1–1,2 g di carboidrati per kg di peso entro l’ora successiva allo sforzo più intenso. L’idratazione mira a compensare il 100–150% del peso perso, verificato con pesata pre e post sessione quando possibile.

Serata: defaticamento, videoanalisi e scuola

La fase conclusiva riduce il carico: defaticamento di 8–10 minuti con corsa blanda, esercizi di mobilità in catena cinetica e respirazione diaframmatica. Per i sintomi muscolari più marcati si usa la crioterapia locale moderata, evitando protocolli aggressivi non indicati in età evolutiva.

La videoanalisi serale è breve e funzionale: 15–20 minuti in aula con clip selezionate. Focus su 3 momenti del gioco: transizione positiva, copertura della linea di passaggio, timing dell’attacco alla profondità. Il linguaggio è condiviso e definito in glossario, per evitare ambiguità terminologiche.

Il tempo studio trova spazio con tutor dedicato. Il raduno non sospende il percorso scolastico: compiti pianificati e assistenza per l’organizzazione del materiale. La collaborazione con le famiglie è esplicita e si traduce in aggiornamenti quotidiani su carico svolto, minuti giocati e indicazioni di recupero.

Programma tipo della giornata

Orario Obiettivo Contenuto Indicatori
07:00–07:45 Attivazione Colazione, idratazione, check benessere Peso, RPE pre, stato sonno
08:00–10:00 Valutazione Test brevi, mobilità, sprint 10–20 m Tempi elettronici, CMJ, note cliniche
10:30–12:00 Tecnica Conduzione, passaggi, finalizzazione GPS/IMU: accelerazioni, distanza HI
15:00–16:30 Tattica Principi di gioco, SSG 4v4/5v5 RPE 5–6, densità lavoro/recupero
17:00–18:30 Applicazione Partite tema, transizioni Eventi tecnici, decisioni efficaci
21:00–21:30 Recupero Video breve, mobilità, respirazione RPE post, soreness scale

Sicurezza, inclusione e criteri di valutazione

La sicurezza include protocolli di primo soccorso, piani di evacuazione e contatti di reperibilità con i tutori. Nei raduni con pernottamento, le aree notte sono separate per età e sorvegliate a rotazione. La policy di tutela minori prevede comunicazioni tracciate, aree non accessibili a estranei e formazione anti-bullismo per staff e atleti.

L’inclusione parte da compiti differenziati per maturazione biologica e livello di esperienza. Le progressioni di carico rispettano la crescita ossea e cartilaginea, con attenzione a volumi di salto e cambi di direzione. L’errore è interpretato come informazione: le correzioni mirano al gesto, non alla persona.

I criteri di valutazione sono trasparenti: indicatori tecnico-tattici (controllo orientato, lettura della pressione, tempi di smarcamento), fisici compatibili con l’età (capacità di ripetere sforzi brevi) e comportamentali (rispetto dei tempi, cooperazione, autocontrollo). Ogni atleta riceve un breve report con punti di forza e aree di miglioramento, utile per il confronto con allenatori e famiglia.

La chiusura della giornata ripercorre gli obiettivi iniziali, documenta gli adattamenti ottenuti e programma il recupero: sonno di qualità, idratazione serale e colazione del giorno seguente pianificata. Il raduno termina così dove ricomincia, nella cura delle routine, che sono la vera infrastruttura della crescita.

Letizia Peveri

Letizia ha legato la propria esperienza al calcio organizzando attività ludico-sportive dopo scuola. Ha visto come lo sport possa cambiare le storie personali dei ragazzi e scrive di questo coinvolgendo le famiglie e le comunità locali.