In vista di Chievo Lecce la nostra redazione ha contattato in esclusiva David Di Michele, ex attaccante di entrambi i club. Ecco le sue parole per Chievo1929.it.

La tua è stata una carriera di altissimo livello, quali sono stati i momenti più importanti?

Sicuramente ho fatto una carriera importante, bella, lunga, piena di soddisfazione e sentimenti. I momenti più significativi penso siano stati sicuramente l’annata di Udine dove siamo riusciti ad arrivare per la prima volta in Champions League, l’approdo in Nazionale e il periodo vissuto a Lecce.

Nel 2012 sei arrivato al Chievo. Quali sono i ricordi di quell’anno? Ambiente, città, compagni.

Quando sono arrivato al Chievo è stata una scelta importante, sono arrivato a età avanzata e nel club c’erano giocati molto forti come Sorrentino e Pellissier e tanti altri nomi di livello. Il ricordo è positivo: la città è bellissima, il club è sano ed è davvero una grande famiglia, questa è stata la cosa più bella, a partire dal presidente fino all’ultima persona che lavora per il Chievo. Nonostante sia rimasto solo per sei mesi, è stata comunque una bellissima esperienza.

C’è un giocatore che a Verona ti ha impressionato particolarmente?

C’erano tanti giocatori di spessore, quelli che mi hanno impressionato di più però sono stati due: Pellissier e Sorrentino, due bandiere, ma due grandi persone. Mi ha colpito la loro professionalità, ma soprattutto la loro umanità.

Ma passiamo all’oggi: Lecce e Chievo sono state parte del tuo passato e stasera si sfideranno nel big match di Serie B. Sono tra le candidate alla promozione?

Ho avuto la fortuna e l’onore di giocare in entrambi i club, sicuramente sarà una partita emozionante e bella, di alta classifica, tra due società che puntano al vertice del campionato. Speriamo che, chi la veda in tv, possa divertirsi.

Pronostico secco di David Di Michele?

Sono due squadre che stanno molto bene: fisicamente e mentalmente; in questo momento forse sta leggermente meglio il Lecce, ma è una partita da cui può uscire qualunque risultato. Per non far torto a nessuno diciamo un X secco e siamo tutti contenti.

Un parere infine sui due allenatori: Aglietti e Corini, due tecnici con storie differenti, ma entrambi dalle grandi capacità.

Sono due allenatori di livello, Aglietti si è ritagliato il suo spazio al Chievo, ma dovunque ha allenato ha lasciato un bel ricordo di sé: professionale e umano. Eugenio sta facendo grandissime cose, sta dando la sua identità a Lecce, ha portato nuove idee, una ventata di aria fresca e lo sta dimostrando con i risultati, perché non è mai facile vincere, soprattutto quando arrivi in una squadra neo-retrocessa le aspettative sono alte.

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© foto zimbio: Dino Panato/Getty Images Europe)

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