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Chievo1929 e inclusione sociale: le iniziative concrete che superano ogni barriera

📅 22 Agosto 2026✍️ di Letizia Peveri⏱️ 6 min di lettura

Nel quartiere, il calcio diventa una pratica quotidiana che tiene insieme famiglie, scuola e comunità. Il club scaligero Chievo1929 ha tradotto questo principio in una serie di progetti strutturati per l’inclusione, con metodi verificabili e procedure chiare. L’obiettivo è assicurare accesso equo all’attività sportiva di base, riducendo il tasso di abbandono e migliorando benessere, competenze motorie e relazioni tra pari.

Quadro normativo e obiettivi misurabili

L’impianto organizzativo si allinea a norme nazionali e standard europei. Le azioni sono progettate in coerenza con la Legge 104/1992 e con i programmi di base promossi da UEFA Grassroots, integrando le linee guida del Settore Giovanile e Scolastico della federazione e i protocolli sanitari in vigore.

Gli obiettivi sono definiti in modo misurabile e su orizzonte annuale: accesso gratuito o calmierato per almeno il 25% dei tesserati in condizioni di fragilità economica; partecipazione strutturata di ragazzi e ragazze con disabilità intellettivo-relazionale fino al 10% della platea; tasso di abbandono sportivo sotto il 12% tra gli Under 13; formazione certificata del 100% dei tecnici su primo soccorso e inclusione.

Rientrano nel perimetro di conformità l’idoneità sportiva secondo D.M. 18/02/1982 (agonistica) e D.M. 24/04/2013 (non agonistica), la copertura assicurativa e la raccolta del consenso informato dei genitori. La trasparenza verso le famiglie è garantita da schede progetto, piani-allenamento tipo e informativa sanitaria sintetica.

Progettazione tecnica dei programmi inclusivi

Il club applica una progettazione modulare. Tre i format principali: Scuola Calcio Integrata (SCI), Calcio Adattato (CA) e Doposcuola Sportivo (DS). La SCI prevede gruppi misti per età e abilità, con adattamento dei compiti motori. Il CA lavora su gruppi omogenei per profilo funzionale, usando ausili e regolamenti semplificati. Il DS integra tutoraggio scolastico e sedute tecnico-motorie, coordinando orari con le famiglie.

La struttura del microciclo settimanale prevede due sedute da 60 minuti per SCI e CA, oltre a una sessione facoltativa di apprendimento motorio breve (20–25 minuti) focalizzata su equilibrio, coordinazione e rapidità. Il DS si articola in 90 minuti, suddivisi tra studio assistito (45–50 minuti) e attività fisica (40–45 minuti). Il rapporto istruttore/atleti resta tra 1:6 e 1:8; nei gruppi con bisogni complessi si scende a 1:4.

La progressione del carico utilizza la scala RPE (Rate of Perceived Exertion) CR10 spiegata a ragazzi e genitori. Le intensità restano tra 3 e 5 nelle fasi di apprendimento e tra 5 e 7 in giochi a tema, con durata dei blocchi di 6–8 minuti e recuperi attivi di 2–3 minuti. Gli obiettivi tecnici sono vincolati a indicatori osservabili: numero di tocchi per minuto, passaggi completati, tempi di reazione in situazioni 2v1 e 3v2, controllo orientato sotto pressione.

Programma Target Frequenza Focus tecnico Supporti
Scuola Calcio Integrata 6–12 anni, abilità miste 2×60 min/settimana Gestione palla, giochi di posizione Carte visuali, tempi adattati
Calcio Adattato Profili funzionali specifici 2×60 min/settimana Abilità di base e transizioni Ausili, regole semplificate
Doposcuola Sportivo 8–14 anni, sostegno allo studio 1×90 min/settimana Apprendimento motorio, fair play Tutor scolastici, schede studio

Accessibilità dell’ambiente e comunicazione

L’accessibilità è considerata parte dell’allenamento. I campi prevedono segnaletica ad alto contrasto, percorsi chiari e aree quiete per decompressione sensoriale. Gli spogliatoi sono organizzati con simboli visivi e routine brevi. Gli attrezzi includono palloni a diversa pressione, con superfici tattili e colori ad alta leggibilità.

La comunicazione adotta linguaggio semplice e, quando utile, CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa). Ogni seduta inizia con un’agenda visiva di tre-quattro step. I feedback sono concreti e immediati, con dimostrazioni lente e segmentate. Il modello “spiega-mostra-prova-rinforza” riduce l’ambiguità e sostiene l’autoefficacia dei partecipanti.

Le partite interne applicano misure “sensory friendly”: riduzione dei suoni in avvio, pause concordate, spazi riservati a carrozzine e caregiver. La durata dei tempi può essere ridotta del 20–30% per gruppi con carichi percettivi elevati, mantenendo la qualità dell’esperienza sportiva.

Competenze dello staff e sicurezza

Lo staff tecnico combina titoli federali e competenze trasversali. Gli allenatori possiedono abilitazioni di base (UEFA C o equivalenti) e formazione specifica su inclusione e adattamenti motori. Sono presenti un referente pedagogico, uno psicologo dello sport per supervisione dei casi complessi e un fisioterapista per la prevenzione degli infortuni.

Sicurezza e salute seguono protocolli standardizzati. Tutto il personale di campo è formato BLSD e abilitato all’uso del DAE, con esercitazioni trimestrali. I piani di emergenza sono affissi e condivisi con le famiglie. Ogni stagione inizia con anamnesi sportiva, dichiarazioni sullo stato vaccinale e verifica dell’idoneità medica prevista.

L’inclusione è favorita da briefing pre-allenamento tra tecnici e tutor, con definizione di obiettivi individualizzati. Il “PEI sportivo” (Piano Educativo Individualizzato in ambito motorio) esplicita adattamenti, indicatori di esito e tempi di revisione mensile.

Reti territoriali, costi e borse sport

La qualità dei programmi dipende dalla rete locale. Chievo1929 collabora con scuole primarie e secondarie di primo grado per scambi di osservazioni e continuità didattica. I servizi sociali comunali segnalano situazioni fragili e favoriscono l’accesso a contributi. Cooperative educative supportano i percorsi di autonomia e il trasporto protetto.

La sostenibilità economica combina fundraising, sponsorizzazioni tecniche e 5×1000. Le quote sono modulabili in base all’ISEE, con esenzioni totali per i nuclei in maggiore difficoltà. Le “borse sport” coprono iscrizione, abbigliamento e trasporti essenziali, con criteri chiari e verifiche semestrali.

La calendarizzazione segue il ritmo scolastico, evitando sovraccarichi tra compiti e impegni sportivi. I genitori ricevono un calendario stagionale con finestre di valutazione e momenti di restituzione. La puntualità nelle comunicazioni riduce conflitti organizzativi e assenze.

Valutazione d’impatto e casi tipo

La valutazione si basa su tre blocchi di indicatori: partecipazione, benessere e abilità. La partecipazione considera presenze, puntualità e drop-out. Il benessere utilizza questionari brevi, come lo SDQ in versione famiglia e la scala di soddisfazione percepita. Le abilità motorie si monitorano con test semplici e ripetibili: equilibrio monopodalico, conduzione palla a tempo, passaggi di precisione, PACER adattato.

Le analisi sono condivise in modo comprensibile con famiglie e ragazzi. Ogni dato è interpretato nel contesto individuale, evitando confronti impropri. La regola “stesso atleta, stesso test, stesso setting” garantisce coerenza delle misurazioni nel tempo.

I casi tipo mostrano traiettorie realistiche. Un profilo con difficoltà attentive riduce le interruzioni durante le consegne operative dopo 8–10 settimane, passando da tre richiami per esercizio a uno. Un gruppo misto Under 12 incrementa del 15% la frequenza di passaggi positivi in 3v2, con minore congestione spaziale e migliori tempi di smarcamento.

Prospettive e standard futuri

La pianificazione prevede l’estensione di due moduli. Il primo è il calcio camminato per genitori e nonni, utile come prevenzione e spazio sociale intergenerazionale. Il secondo è un laboratorio arbitri-giocatori, che alterna ruoli per consolidare comprensione del regolamento e rispetto delle decisioni, riducendo i conflitti.

Sul piano metodologico, l’area analisi introdurrà schede osservazionali digitali condivise con famiglie e scuola, con indicatori sintetici e grafici di avanzamento. L’obiettivo è creare una lingua comune tra allenatori, insegnanti e genitori, favorendo passaggi di informazioni rapidi e rispettosi della privacy.

Il club si pone come infrastruttura civica: un presidio capace di tenere insieme diritto allo sport, sicurezza, qualità didattica e sostenibilità economica. La coerenza con il quadro normativo, la progettazione accurata e la verifica degli esiti indicano una strada praticabile per chi desidera fare inclusione nel calcio giovanile senza retorica, ma con metodo.

Letizia Peveri

Letizia ha legato la propria esperienza al calcio organizzando attività ludico-sportive dopo scuola. Ha visto come lo sport possa cambiare le storie personali dei ragazzi e scrive di questo coinvolgendo le famiglie e le comunità locali.